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| Giovedì 05 Novembre 2009
Giovedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario
Santo(i) del giorno : B.GUIDO MARIA CONFORTI, Fondatore dei Miss. Saveriani
Meditazione del giorno Isacco della Stella : « Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 14,7-12.
Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore. Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi. Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi il tuo fratello? Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio, poiché sta scritto: Come è vero che io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me e ogni lingua renderà gloria a Dio. Quindi ciascuno di noi renderà conto a Dio di se stesso.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 15,1-10.
Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». Allora egli disse loro questa parabola: «Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta. Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione. O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta. Così, vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno:
Isacco della Stella (? - circa 1171), monaco cistercense Discorsi, 35 ; 2a domenica della Quaresima ; SC 207, 259
« Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora
Quando giunse l’ora della misericordia (Sal 101,15), il Buon Pastore discese da presso il Padre…, come era stato promesso da sempre. Venne a cercare l’unica pecora perduta. Per lei era stato promesso da sempre, per lei è stato mandato nel tempo ; per lei è nato ed è stato donato, essendo eternamente predestinato per lei. Lei è unica, tratta insieme dai giudei e dalle nazioni…, presente in ogni popolo… ; è unica nel suo mistero, molteplice nelle persone, molteplice nella carne secondo la natura, unica nello Spirito secondo la grazia. Insomma, una sola pecora, e una folla innumerevole.
Ora, coloro che sono riconosciuti da quel Pastore come suoi, « nessuno li rapirà dalla sua mano » (Gv 10,28). Infatti non si può forzare la vera potenza, né ingannare la sapienza, né distruggere la carità. Per cui parla con franchezza colui che dice :…« Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato » (Gv 18,9).
È stato inviato come verità agli ingannati, come via agli smarriti, come vita a coloro che erano morti, come sapienza agli insensati, come medicina ai malati, come riscatto ai prigionieri, come cibo a coloro che morivano di fame. Per tutti costoro, si può dire che è stato inviato « alle pecore perdute della casa d’Israele » (Mt 15,24), perché non fossero perse in eterno. È stato inviato come un’anima in un corpo inerte, perché alla sua venuta, le membra si riscaldassero e rivivessero per una vita nuova, soprannaturale e divina : questa è la prima risurrezione (Ap 20,5). Perciò egli può dichiarare : « È venuto il momento, ed è questo, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l’avranno ascoltata vivranno » (Gv 5,25). Egli può dunque dire delle sue pecore : « Ascolteranno la mia voce e mi seguiranno ; non seguiranno un estraneo » (Gv 10,4-5).
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